PD Tempio

Politica Tempiese
Cerca nel Blog
Giallo elettorale nel Lazio
Pubblicato da S.P. in Politica • 01/03/2010 16.02.35
PRIMO PIANO
No al ricorso, esclusa la lista del PdlPolverini a Napolitano: «La burocrazia uccide la democrazia»
Lunedì 01 marzo 2010

Giallo elettorale nel Lazio: a Roma la lista provinciale del Pdl per le regionali è stata esclusa. Respinto il ricorso. Furibonda la Polverini.

ROMA Si ferma almeno per ora, contro un cordone di carabinieri lungo l'ingresso dell'ufficio elettorale del tribunale di Roma, la corsa della lista provinciale di Roma alle prossime Regionali del Lazio. Niente carte depositate e niente simbolo sulla scheda. La lista non c'è.
RESPINTI Non è servita l'istanza di sabato all'ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma per cercare, in extremis, di recuperare al volo l'inciampo dei rappresentanti di lista azzurri che, usciti dalla zona franca sorvegliata dalle forze dell'ordine con in mano la documentazione, hanno cercato di rientrare fuori tempo massimo (cioè le 12) ma sono stati bloccati dai rappresentanti delle altre liste, in un imprevedibile mezzogiorno di fuoco. Ieri mattina il no finale portava la firma di un'ordinanza del Tribunale: istanza respinta. «Secondo loro la lista non è stata presentata, e quindi non c'è diritto» ha spiegato il responsabile elettorale Pdl Ignazio Abrignani. E dunque si imbocca la via dei ricorsi: «Oggi - ha annunciato - ne presenteremo uno all'Ufficio centrale regionale presso la Corte d'Appello, e già mercoledì dovrebbe arrivare una risposta». Le tappe successive, in caso di eventuali ulteriori no, «sarebbero il Tar e il Consiglio di Stato». Il che non dovrebbe allungare troppo i tempi, perchè i magistrati amministrativi, in caso di respingimento del ricorso da parte della Corte d'appello, «dovrebbero poi fissare un'udienza nel giro di una settimana».
L'APPELLO E comunque il Pdl è pronto ad andare fino al Quirinale. «Faccio appello al capo dello Stato - ha detto la candidata presidente Renata Polverini - affinchè i cittadini possano esprimere il proprio voto per il partito più importante della Regione». Tono analogo in una lettera che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scritto al Presidente della Repubblica. I tempi stringono, ma Abrignani sembra fiducioso anche di fronte all'ipotesi più estrema: «Rinviare le elezioni? Non ce ne sarà bisogno. Abbiamo costituito un gruppo di avvocati. Qualcuno ci deve spiegare come è possibile che al Pdl sia stato impedito di presentare le liste».
I due rappresentanti di lista Alfredo Milioni e Giorgio Polesi sostengono di essere arrivati in Tribunale già dalle 11,25. Milioni si giustifica dicendo che «mi ero allontanato solo per mangiare un panino». Secondo indiscrezioni però, il ritardo fatale sarebbe nato da diverbi dell'ultima ora sulla composizione della lista.
Ma, nella ricostruzione del mezzogiorno di fuoco di Piazzale Clodio del partito, attorno alle 11,35 Milioni si sarebbe «avvicinato a Polesi per dargli il cambio all'interno dell'area delimitata». A quel punto «alcuni soggetti all'interno dell'area, urlando e invocando brogli» avrebbero creato il parapiglia. E nel caos entrambi i rappresentanti «venivano a trovarsi per pochi minuti al di fuori dell'area circoscritta».
BARRIERA UMANA Il presidente della Commissione elettorale ha dunque bloccato l'accesso a tutti, e gli altri rappresentanti («a noi contrapposti politicamente») si sono sdraiati a terra a sbarrare il passo. Tutti fuori, con i documenti lasciati per terra, davanti alla porta. «Bisogna impedire che un eccesso di burocrazia uccida la democrazia» ha affermato Polverini, mentre per il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso «non avere il Pdl sarebbe più che paradossale: sarebbe pazzesco». «I dirigenti del Pdl hanno combinato un gran pasticcio - è il commento della rivale Emma Bonino - La legge è chiara, il termine delle 12 è perentorio. Chi deve decidere decida, ma nel rigoroso rispetto della legge, che deve essere uguale per tutti».

I vostri commenti