Pd e Pdl divisi sulla riforma
la Nuova Sardegna — 07 agosto 2009 pagina 02 sezione: OLBIA
di Enrico Gaviano OLBIA. Nuovo scippo per la Gallura o semplice riordino che darà vantaggi anche al territorio? L’emendamento sulla riforma del servizio sanitario votato alcuni giorni fa in consiglio regionale viene commentato in maniera diametralmente opposta dai due consiglieri regionali galluresi esperti in materia. Pierluigi Caria, ex direttore amministrativo dell’Asl olbiese, ora consigliere regionale del Partito democratico, attacca lancia in resta dicendo: «Giù le mani dalla Gallura». Per Renato Lai, primario di ginecologia, e consigliere del Pdl, la riforma non toglierà indipendenza alla Asl gallurese, anche perché ci saranno i rappresentanti del centrodestra del territorio a vigilare. Caria è convinto che la Gallura sarà sacrificata sull’altare della riforma. «Dopo anni di difficoltà sino a che si è arrivati a far coincidere le Asl con le province, l’articolo 12 del collegato alla finanziaria rischia di cancellare con un colpo di spugna tutto il lungo e faticoso processo che ha portato ad avere una Azienda sanitaria locale a Olbia, per dar vita a nuove realtà non ben identificate». Caria spiega che «in sintesi l’attuale Asl gallurese potrà essere smembrata e divisa in due parti, mentre gli ospedali di Olbia, Tempio e La Maddalena verrebbero accorpati a Sassari o Nuoro» Da quì la preoccupazione per il territorio. «La perdita di autonomia in materia sanitaria - dice Caria - rappresenterebbe un ulteriore scippo da parte del centrodestra che di scippi in Gallura negli ultimi tempi ne ha fatti tanti. In ogni caso il rischio di perdita di autonomia per la Gallura è forte, ed è indubbio che altre realtà abbiano interesse, tanto più ci si avvicinerà al completamento del secondo lotto dell’ospedale pubblico e all’apertura del San Raffaele, a mettere le mani sul nostro territorio, unica realtà in crescita in tutta la Sardegna». «Per questo motivo - conclude Caria - serve una forte mobilitazione per vigilare: la Gallura non può essere penalizzata nè si può consentire un ritorno indietro». Di diverso avviso è invece il consigliere di maggioranza Renato Lai, che approva in pieno la riforma. «La Gallura manterrà la sua Asl - dice - con i suoi servizi territoriali e avrà anche un’azienda ospedaliera composta dai due ospedali di Olbia e Tempio e anche da quello della Maddalena. Sarà confermato anche il numero dei posti letto già deciso dal piano sanitario poi bocciato dal Tar». Nessuna preoccupazione per la creazione delle macroaree. «La giunta deciderà se saranno tre o quattro - aggiunge Lai - ma è certo che ci sarà un’amministrazione collegiale. Se ci dovesse essere una macroarea composta da Sassari e Olbia, il controllo sarà effettuato dai manager delle due Asl. Una riforma che è stata già fatta in Toscana con ottimi risultati». Lai aggiunge che «noi consiglieri galluresi di centrodestra abbiamo avuto delle nette assicurazioni dalla giunta. In un sistema poco incline a mettersi in discussione questo intervento porterà un cambiamento positivo per la sanità sarda, che ne aveva bisogno».
