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La Murrighile e una riconferma mancata
Pubblicato da ENRICO GAVIANO in Politica • 18/03/2010 21.38.53
LA NUOVA SARDEGNA
GIOVEDÌ, 18 MARZO 2010
Verso le elezioni. La presidente uscente convitato di pietra nelle riunioni del centrosinistra per decidere le candidature

La Murrighile e una riconferma mancata

«Nessuno mi ha dato spiegazioni. Se c’erano dubbi, perché non fare come in Puglia?»

ENRICO GAVIANO

OLBIA. Il tavolo regionale del centrosinistra ha deciso: Pietrina Murrighile non sarà ricandidata alla presidenza della Provincia. Lei ha incassato con molta amarezza, ma dice «sarò sempre e comunque una esponente del centrosinistra».
Negli incontri che si succedono sia a livello provinciale che regionale, nella coalizione di centrosinistra la Murrighile sembra essere il convitato di pietra. Una presenza che non si può ignorare. Nel senso che bisognerà pur spiegare all’elettorato i motivi che hanno portato, o porteranno se ancora c’è qualche margine, alla sua esclusione. Un passaggio che in qualche modo non potrà non essere indolore. Lei, evidentemente, si aspettava una soluzione diversa.
«Almeno - dice - un passaggio tipo quello che si è avuto in Puglia. Lì era stato scelto un altro candidato, ma Vendola ha vinto alle primarie. Anche qui ci poteva essere un laboratorio alla Vendola».
Cosa è successo? Perché non sembra esserci neanche una minima chance per la Murrighile? Magari il fatto che la presidente uscente non è tesserata con il Pd? «Ma quella scelta - dice oggi la Murrighile - era stata dettata dal fatto che la confusione al momento era davvero enorme all’interno del nuovo soggetto politico. E comunque quello che conta, per me sono i programmi».
Del resto, quando vinse cinque anni fa, la Murrighile aveva scelto di correre con la lista Progetto Gallura. «Una sorta di civica che raccoglieva con Progetto Sardegna, anche i verdi, Rifondazione, i socialisti e il Pdci. Era la lista del presidente, che diede un bel contributo al successo finale».
Un’eternità fa. Cinque anni. Ora è anche il tempo di tirare le somme. Di una presidenza che ha attraversato momenti difficili. Con un’accusa sempre evidente nei confronti della presidente: una donna spesso e volentieri sola al comando. «Non sono d’accordo - replica lei -. Penso invece di aver collaborato con tutti: consiglio e giunta. Ma non è stato facile essere i fondatori della Provincia. Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, e nessuno ha la bacchetta magica».
Un passaggio difficile il cambio di vicepresidenza. «Quando venne nominato Antonio Satta non c’erano alternative. I numeri sono lì a dirlo: senza l’appoggio del suo partito saremmo andati tutti a casa. Invece siamo ancora qui, a chiudere la legislatura».
Ma i contrasti con Satta si sono accesi quasi subito. Come per il G26. «Penso che abbia sbagliato lui, e che comunque la manifestazione non sia stata un flop. La giunta era d’accordo con me, sulla data».
Ora, però, non sembra esserci spazio per la riconferma. «Non ho ancora capito perché. Sarei l’unico presidente di Provincia, a parte Gaviano per ovvi motivi, a non avere la chance. Nessuno ancora mi ha spiegato i motivi».

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