Trionfa l'Idv, diminuisce il divario fra Pd e Pdl
la Nuova Sardegna — 09 giugno 2009 OLBIA. Non è un voto da prendere alla leggera, quello scaturito dalle urne europee in Gallura. La valanga trionfale del centrodestra delle regionali si è ridimensionata bruscamente. Il centrosinistra, bastonato a febbraio, rifiata e può preparare con fiducia il prossimo appuntamento: le provinciali del maggio 2010. Risultati che si spiegano anche con l’astensionismo (ha votato 36,37 per cento degli aventi diritto) e il voto di protesta per le promesse mancate del governo Berlusconi. Il dato generale, tanto per cominciare. Il Pdl ha preso il 38,44 per cento dei voti (35,81 a febbraio), mentre il Pd sale al 28,49 (22,58 alle regionali) per cento. Ma il dato pià clamoroso è il successo dell’Idv che fa segnare un 17,26 per cento (dal 6,43 di 4 mesi fa) che lo colloca al terzo posto fra i partiti galluresi. Quarto, ma letteralmente squagliato rispetto al passato è l’Udc, inchiodato al 4,54 per cento (aveva ottenuto a febbraio l’11,63). Prima considerazione: i due partiti maggiori crescono entrambi rispetto alle ultime consultazioni, ma la forbice fra Pdl e Pd si riduce da 13 punti percentuali a meno di 10. Ma il Pdl è cresciuto anche grazie all’assenza dei Riformatori (alle regionali presero l’8.73 per cento) e al risultato negativo dell’Udc. Più preoccupante, per il centrodestra, e incoraggiante per il centrosinistra, il raffronto con quanto fatto dalle coalizioni a febbraio con i voti messi insieme alle europee. Allora il centrodestra insieme in Gallura andò a toccare quota 63 per cento, con il centrosinistra piantato a quota 34 per cento. Oggi Pd e Idv insieme fanno quasi il 46 per cento, aggiungendo i voti di Rifondazione, e Sinistra e libertà si va oltre la metà dei consensi. Perché questo risultato? Il Pdl paga sicuramente l’astensionismo, visto che hanno votato oltre 40mila elettori in meno rispetto a quattro mesi fa. Ma anche il fatto che la gente si è indispettita e non poco per le prime mosse di Cappellacci e soprattutto per le scelte operate da Berlusconi e i suoi ministri, dopo i ricchi premi e cotillons promessi in campagna elettorale. Il G8 portato via e la scomparsa dei fondi per la Sassari-Olbia, insieme a quelli per le opere collegate, hanno fatto da traino al centrosinistra. Il Pd mette la testa davanti al Pdl in nove centri, contro i tre (Aggius, Bortigiadas e Oschiri) delle regionali. Stavolta il partito di Franceschini è davanti anche ad Alà (ma quì si registra la percentuale più bassa di votanti in Gallura, con il 22,42 per cento), Berchidda, Buddusò, La Maddalena, Luogosanto e anche Tempio. Alla Maddalena nuovo ribaltone dopo quello delle regionali. Stavolta il Pd ha il 35,70 contro il 28,58 del Pdl. Berchidda e soprattutto Oschiri premiano il Pd, mentre a Golfo Aranci i democratici sono solo terzi (15.31) superati dal 23,71 di Idv con il Pdl che tocca il 46,64 per cento. E siamo a Olbia, dove il Pdl è sempre il primo partito, con il 38,34 per cento che già fa segnare un arretramento rispetto alle regionali (44,8). Il Pd fa il 23,01 e l’Idv grazie all’effetto Uggias sale al 28,09. Insieme, insomma, i due partiti maggiori del centrosinistra superano la soglia del 50 per cento. E anche questa è una notizia, e un tesoretto da cui ripartire. Come notizia è anche l’esito di Trinità d’Agultu: Lega nord 30,28 per cento, Pd 24,82, Pdl 23,04. Successo personale per il candidato Mauro Morlè, pescatore di 47 anni, che lì ha fondato con Fabrizio Pirina, la prima sede sarda del partito di Bossi.
