Verso le elezioni
Tra l'Upc e i sardisti sono prove di dialogo Temporeggia l'Udc
Giovedì 04 febbraio 2010
Vogliono un grande centro allargato alla galassia della sinistra. E dentro ci mettono pure il Psd'Az. Parte dall'Upc Gallura la rotta di avvicinamento ai sardisti dei Quattro Mori, passati col centrodestra un anno fa dopo l'accordo politico-programmatico per le Regionali. La manovra è in chiave provinciali 2010 e si intreccia con un altro potenziale matrimonio politico, cioè l'accordo tra democratici e scudo crociato (il Pd sta spingendo parecchio).
L'UPC Dunque i cristiano popolari dell'Upc tentano il colpaccio. Ovvero, (ri)portare i sardisti nella coalizione di centrosinistra con Pd, comunisti ed ex comunisti e magari pure l'Udc. Il coordinatore provinciale, Giorgio Spano, ha già avuto i primi contatti. «Per ora solo informali», insieme al segretario del Psd'Az Gallura, Nello Loriga. «Dobbiamo ragionare - dice Spano - su una alleanza di governo, il nostro obiettivo è vincere le elezioni». La strada suggerita dall'Upc, che non gradisce le primarie, è il confronto sui programmi, «intorno ai quali va costruita la più ampia condivisione», appunta il coordinatore dei cristiano popolari. Loriga conferma «la chiacchierata», e a sua volta sottolinea: «A livello provinciale, il partito ci ha dato massima libertà di accordo, tanto a destra quanto a sinistra. Noi stringeremo alleanze solo sulla base dei contenuti». Poi tre affondi, uno di seguito all'altro. Primo: «Non ci sediamo a tavoli con partiti che mettono veti contro di noi, come i Rossomori. Né apriamo confronti con coalizioni allargate a Mpa e Lega, che devono spiegare ai sardi cosa ci fanno nell'Isola».
L'UDC Verso il fronte Udc la corsa alle intese non è meno frenetica. Un accordo con lo scudo crociato è molto gradito al Pd, ma in Gallura il partito di Giorgio Oppi aspetta proprio le indicazioni del segretario sardo prima di fare una sola mossa. Lo ribadiscono sia il consigliere regionale, Andrea Biancareddu, che il coordinatore provinciale, Giovanni Satta. Dice il primo: «È prematuro parlare di avvicinamento al centrosinistra. Le alleanze galluresi rientrano in quadro più generale, non si possono fare otto alleanze diverse, uno per provincia. Le eccezioni saranno consentite solo nei comuni». Di certo, e lo spiega Satta, «il terreno privilegiato dell'Udc è il centrodestra, visto che governiamo l'Isola insieme». Poi un appunto: «Vero che la giunta Cappellacci potrebbe fare di più, e ancora meno ci soddisfano i contrasti interni al Pdl. Tuttavia partiremo dall'analisi degli accordi in Regione». Con un ulteriore avvertimento: «Noi saremo coerenti, ma altrettanto rigore chiederemo ai nostri alleati a Cagliari». Il riferimento è tutto per il Psd'Az «che non può giocare su due tavoli». I due big galluresi dello scudo crociato, dati in rotta, smentiscono le voci degli attriti: «Siamo in totale sintonia, nel partito non c'è alcun dualismo».
ALESSANDRA CARTA
