SABATO, 06 FEBBRAIO 2010
Il congresso. L’Italia dei valori cambia pelle: dal giustizialismo al partito del lavoro e della società civile
Di Pietro sogna la fusione con il Pd
Tregua con De Magistris: «Inutile cercare di creare finti dualismi»
Dalle accuse si difende così: «Mi attaccano per far passare il Lodo Alfano costituzionale»
GABRIELE RIZZARDI
ROMA. Da partito giustizialista e monocratico a partito della Costituzione, del lavoro e della società civile. Un partito che guarda a sinistra e si prepara insieme al Pd all’alternativa di governo. Il percorso è tracciato. I’Idv è diventato «maggiorenne» e Antonio Di Pietro lo dice al primo congresso nazionale, che è iniziato ieri all’Hotel Marriott e si conclude domani.
Di Pietro spiega ai cronisti, e ripete nel salone del congresso dove ad ascoltarlo ci sono 3600 delegati, che il giorno in cui si potrà arrivare ad una fusione tra Idv e Pd sarà un giorno «molto importante». Poi assicura che tra lui e Luigi De Magistris non c’è nessuna competizione: «E’ solo una vulgata ma se serve a far parlare di noi facciamo anche questa danza di Zorro». Un patto di non belligeranza che viene subito confermato dall’ex Pm campano. «Lo dico subito: io approvo la mozione Di Pietro. Tra me e Antonio ci sono 20 anni di differenza. Per mia fortuna e per tua sfortuna», dice De Magistris, e abbraccia Tonino sul palco.
Nessuna competizione? «E’ inutile cercare di creare finti dualismi. Sui contenuti non ho visto divergenze che possano portare a cambiamenti di rotta», spiega De Magistris, che non nega di «guardare a sinistra» e si autodenuncia come «agente cubano», tanto per non lasciare Tonino solo nella questione Cia. Ma non solo. L’ex Pm campano, intorno al quale si stringono molti ex comunisti entrati nell’Idv e che si ritaglia il ruolo di «pontiere a sinistra», spiega che non bisogna «reprimere il dissenso interno» e se la prende con il Pd e i sostenitori della trattativa con l’Udc. «Nel partito di Bersani si passa più tempo a dialogare con Casini che con noi. Ci sono persone per bene anche nell’Udc ma - avverte l’ex Pm - quel partito non sarebbe entrato in Parlamento senza Cuffaro e allora con quel partito si può fare un laboratorio di cannoli più che quello politico che vorrebbe Donadi».
Nella grande sala dell’Hotel Marriott tutti sono consapevoli che un partito passato in pochi anni dal 2 all’8 per cento non può non tenere conto del malessere che c’è nella società. Di Pietro prtesenta l’Idv come il frutto di una trasformazione cominciata 18 anni fa. L’ex simbolo di Mani Pulite, che al congresso dell’Idv avrà come unico sfidante il deputato campano Francesco Barbato, lascia ai delegati l’ultima parola sull’appoggio al candidato del Pd per le regionali in Campania, Vincenzo De Luca, («Volete la democrazia e ora ve la pigliate») e si difende dalle accuse di essere stato manovrato dai servizi Usa ai tempi di Mani Pulite: «La verità è che attaccano me per far passare il Lodo Alfano costituzionale».
