Ancora una riunione senza decisioni.
LA NUOVA SARDEGNA
DOMENICA, 28 FEBBRAIO 2010
Ancora una riunione senza decisioni. Ma i dubbi coinvolgono tutte le formazioni politiche
Pd, quante incertezze in vista delle elezioni
TEMPIO. Anche l’ultimo incontro del gruppo dirigente tempiese del Partito Democratico si è comclusa con la decisione... di non decidere. E questo accade dopo l’interminabile serie di riunioni (ristrette, allargate, miste, aperte, informali, ufficiali, clandestine) susseguitesi negli ultimi mesi in attesa delle elezioni.
Tutte conclusesi tutte senza alcune indicazione precisa. Al cittadino sono così pervenuti solo segnali incomprensibili e ambivalentiin questa lunga vigilia elettorale prima di comunali e provinciali. Perfino la data dello svolgimento resta incerta: slittata a metà maggio dopo una prima sommaria indicazione per metà marzo, non ha avuto ancora conferma e l’ipotesi più credibile è che possa scivolare fino a giugno, in attesa della determinazione di alcuni collegi elettorali dell’Oristanese.
Ma ma non è solo la data dell’«election day» a creare incertezze. Piuttosto il disorientamento delle formazioni politiche, locali e territoriali, vecchie e quelle nuove, nelle quali i volti sono sempre gli stessi ormai da qualche decennio, spesso pronti a «giravoltare» sull’altra sponda pur di restare a galla. Mentre attendono di esser da qualche parte coinvolte le formazioni minori quali Rossomori e Nuovi Socialisti del vecchio Peppino Manconi, o le new entry Lega e Psd’Az, solo i partiti della sinistra tradizionale (Circolo dei Comunisti, Sinistra e Libertà) hanno dichiarato di esser disposti a far cartello solo col Pd o in caso contrario di correre da soli. Ma, come si è visto, il Pd non risponde in quanto in attesa di far cartello con l’Udc, altrove di Casini ma a Tempio di Andrea Biancareddu. Il quale tiene sulla graticola tanti aspiranti sindaci - Franco Marotto, Giuseppe Perinu, Giannetto Addis, Francesco Quargnenti - tanto da aver maturato la decisione di indire, entro pochi giorni, le primarie interne.
L’esempio potrebbe esser seguito dal Pd, visto l’affollamento di aspiranti a scranni alti. Dal canto suo il Pdl non fa nomi di candidati a sindaco, limitandosi ad indicarne il sesso: femminile, in linea con lo stile del grande capo. Fra tanti nomi propinati manca fino a ora il cosiddetto uomo nuovo.
