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Lai: nel 2010 può nascere una nuova coalizione
Pubblicato da GIUSEPPE MELONI in Politica • 17/03/2010 13.22.09
Lai: nel 2010 può nascere una nuova coalizioneL'auspicio del segretario del Pd: «Dalle Provinciali riparta un serio progetto autonomista»
Mercoledì 17 marzo 2010

«Dalle Provinciali dovrà nascere una nuova coalizione alternativa al centrodestra, a carattere autonomista»: malgrado l'ostilità di Rossomori e altri partiti per le intese locali coi sardisti, il leader del Pd Silvio Lai non rinuncia ad allargare l'alleanza. Ma il centrosinistra è ancora lontano dall'accordo definitivo sul voto.
Come mai tante difficoltà su coalizioni e candidati?
«Ci stiamo rimettendo insieme dopo un po' di tempo, qualche problema ci può stare. Ma il documento politico firmato lunedì è un gran passo avanti».
Non risolutivo, si direbbe.
«Però importante: si inizia a lavorare sui territori, si scelgono le primarie come metodo per risolvere i casi ostici. E mi sembra che gli otto noni della coalizione accettino la possibilità di alleanze col Psd'Az e altre forze autonomistiche».
Otto noni? Non sono solo i Rossomori a dire no ai partiti che sostengono la Giunta Cappellacci, c'è anche la sinistra.
«Io vedo che tutti riconoscono l'esigenza di confrontarci anzitutto con chi governa con noi nei vari territori. Coi sardisti, per altro, cerchiamo anche un rapporto politico organico».
Se invece l'alleanza col Psd'Az si limitasse a Sassari, sarebbe deludente?
«Io penso che ci siano le condizioni per convergenze sui programmi in molti altri casi».
La chiamata a nuove intese vale anche per l'Mpa?
«Per tutte le forze autonomistiche interessate a un nuovo progetto, che dia forza alla Sardegna nell'era del federalismo fiscale. Chi rifiuta l'apporto di simili forze pensa ancora a un'alleanza come sommatoria, non come progetto politico».
Perché questa insistenza sul tema dell'autonomia?
«Perché alle prossime amministrative si sceglie la Sardegna di domani. Serve una Regione più forte nel rapporto con lo Stato: chi vuole davvero una legislatura di cambiamento su questi temi, non può essere soddisfatto del centrodestra».
Di dialogo con l'Udc, invece, non si parla più?
«Il centrosinistra deve avere un suo progetto autonomistico forte, aperto a tutte le forze che vogliono condividerlo. Secondo me l'Udc ha forti dubbi sul rapporto col centrodestra e sul futuro della legislatura: se ci sono le intenzioni per un dialogo serio e a lungo termine, il Pd non si tirerà indietro».
Nel 2005 avete vinto 7 Province su 8: quale risultato riterrebbe soddisfacente, stavolta?
«Il 2005 era un'altra epoca. Se guardiamo ai voti delle Regionali di un anno fa, il centrodestra dovrebbe vincere 6 a 2. Ogni risultato migliore di questo, per noi, sarà un successo».
Intanto avete ancora molti problemi sulle candidature. A Nuoro, per esempio.
«Il Pd ha proposto la riconferma degli uscenti, perché riteniamo che abbiano governato bene. Se la coalizione ritiene che ci siano proposte migliori, pensiamo che si possa ipotizzare una sostituzione solo attraverso le primarie: niente accordi a tavolino».
Non sembrava che foste così sicuri di riproporre gli uscenti in Ogliastra e nel Medio Campidano.
«Noi riproponiamo tutti con la stessa convinzione, perché siamo convinti che gli uscenti siano i più forti. Senza differenze».
Dentro il Pd, intanto, sembra ripartito lo scontro con l'area soriana.
«No, c'è una normalissima e ordinata dialettica interna. Di cui la segreteria ha il compito di fare sintesi, come ha detto lo stesso Soru, di recente, nella direzione regionale».
Il codice etico approvato dalla coalizione apre la via alla ricandidatura di Graziano Milia. Ma la condanna non crea problemi di opportunità politica?
«La coalizione valuta caso per caso, e della Provincia di Cagliari si parlerà nei prossimi giorni. Ma sul piano politico, come negli altri casi: su Milia non sono emersi problemi di candidabilità».
GIUSEPPE MELONI

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