Comerci: è l'inizio del cambiamento
la Nuova Sardegna — 11 giugno 2009
TEMPIO. Si son recati a votare in 4.687 su 11.818, ovvero il 39,74% degli aventi diritto. Ed è questo il primo dato eclatante delle europee a Tempio: un’astensione di tale dimensioni non si era mai registrata. Segno del mutato scenario generale e dello scarso appeal dell’attuale modello politico nei confronti di giovani e vecchi, di uomini e donne. In questo stato di cose, l’antica anima tempiese rispunta invece nel maggior numero di voti ottenuti dal Partito Democratico che ha totalizzato 1578 voti, una novantina in più che al Popolo della Libertà, partito di governo anche cittadino, che in questa occasione sommava le recentemente nuove forze berlusconiane con quelle più datate della tradizionale destra cittadina e del vecchio MSI e della Destra Nazionale finiana. C’è perplessità invece per i risultati ottenuti dall’Udc di Pierferdinando Casini, del consigliere regionale Andrea Biancareddu e della schiera di assessori e consiglieri comunali che marcano stretto il sindaco Antonello Pintus. Stupisce lo striminzito 10,9 dell’Udc alla luce della valanga di voti ottenuti da Andrea Biancareddu appena qualche mese fa e allo sforzo del partito nel fare di Tempio l’unica tappa sarda di Pierferdy, accolto in un teatro del Carmine animato da gruppi folk ma non al colmo dei posti della platea e poi in un cauntry party nella campagna suburbana. Non manca pertanto chi parla di rimbrotti rivolti ai maggiorenti dell’Udc tempiese da parte dei dirigenti regionali non appena saputo dei deludenti risultati. Risalta ma non meraviglia più di tanto l’affermazione dell’Italia dei Valori, trascinato, oltre che dall’onda nazionale, dalla presenza in lista di Giommaria Uggias, un gallurese tra l’altro non nuovo e ignoto. Fisiologici infine i suffragi per Rifondazione e dintorni, tallonati dall’inedita formazione di Sinistra e Libertà, qui senza leader e volti noti, e dai radicali: una sinistra che resiste e fa ben sperare, nonostante tutto. Ecco infine i voti alla Lega, senza che nessuno conosca e capisca la loro provenienza. L’astensione pertanto è il dato più gettonato nelle dichiarazioni dei dirigenti dei partiti del centrodestra. Ricorrono nei discorsi del sindaco Antonello Pintus e dell’assessore Franco Anziani, che parlano di elezioni vissute senza passione, con candidati sconosciuti e lontani e continuano a sommare i voti della loro coalizione comunale, tuttora maggioritaria. Esulta invece Nicola Comerci, neo segretario cittadino del Pd. «Siamo il primo partito in città - afferma -. Un segnale d’incoraggiamento per i prossimi appuntamenti. Qualcosa sta cambiando e noi lo percepiamo e lo interpretiamo».
