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Oggi i due summit del centrodestra
Pubblicato da ENRICO PILIA in Politica • 01/03/2010 16.12.19
UNIONE SARDA
Oggi i due summit del centrodestra. Amministrative, si riuniscono il Pdl e le forze di maggioranza
Lunedì 01 marzo 2010
La maggioranza comincia a tirare le somme sulle alleanze. E il Pdl riunisce il coordinamento.

Doveva essere il giorno più lungo per il centrodestra. Il coordinamento regionale del Pdl di mattina, il vertice dei partiti di maggioranza di pomeriggio. A tre mesi dalle elezioni, appuntamenti che servono per capire come presentarsi di fronte agli elettori: alleanze, candidati, programmi. Invece si rallenta, si dialoga, si riflette, perché il rapporto con i sardisti (ne parliamo qui sotto) frena la macchina politica della maggioranza. Ma non è solo la corsa con o senza il Psd'Az a tenere banco, sul tavolo ci sono il vivace confronto interno nel Pdl, la posizione attendista dell'Udc, gli altri alleati che a loro volta aspettano che lo scenario sia più chiaro. Se l'opposizione continua a farsi del male, la maggioranza non ha il sonno tranquillo. Seppure il leader del centrodestra, Ugo Cappellacci, svestiti per un attimo gli abiti del presidente, predichi tranquillità e usi l'arma della diplomazione, prendendo fra le mani le redini di una coalizione in movimento. Tre princìpi per proseguire: «Il partito più forte ha il dovere di svolgere il suo ruolo di guida; non credo che ci siano posizioni immutabili, dentro l'alleanza; l'obiettivo di vincere dappertutto è comune e quindi la politica delle mani libere non è quella consigliabile».
Nessun nome, non ci sono ancora candidati già collocati. Anche sulle Province, perfino a Cagliari, non esistono certezze sui volti da presentare ai sardi.
L'ALLEANZA Il Pdl gradirebbe guidare lo stesso bus che arrivò felicemente al traguardo un anno fa, senza che nessuno scenda in corsa: ecco perché questa sarà una giornata di passaggio, di tante parole e poche decisioni. Si punta a tenere insieme i pezzi: «Ho un ottimo rapporto con tutti i rappresentanti della maggioranza, è ancora presto per chiudere la porta a qualcuno o pensare che qualcuno si schieri con l'opposizione», dice Cappellacci. Ovvero, con i sardisti si dialogherà, non solo oggi, per capire le ragioni di alcune, possibili scelte. E con l'Udc, che vuole contare di più a livello locale, il rapporto è più saldo, anche se l'ex assessore all'Ambiente Giorgio Oppi ripete che le (famose) deroghe devono valere per tutti, non solo per i Quattro Mori. Nel pomeriggio (si comincia intorno alle 16), se i Riformatori si confermeranno allineati alle posizioni del Pdl, al vertice delle forze di maggioranza il Movimento per le autonomie, l'Uds e Sardegna socialista chiederanno garanzie: Franco Cuccureddu, numero due nazionale dell'Mpa e non certo avaro di critiche sul lavoro della Giunta in questi mesi, vuole vederci chiaro su accordi e soprattutto sulle rappresentanze nelle stanze di governo. Così come Mario Floris (Uds), che segue con attenzione anche movimenti romani sul fronte centrista.
IL PDL «Aggiorneremo il coordinamento regionale sull'incontro dell'altro giorno», dice Cappellacci, «il partito più forte della coalizione deve viaggiare verso il voto di maggio con la massima sintonia al suo interno, pur rispettando le diverse posizioni». Il presidente della Regione, con un'azione inattesa ma necessaria proprio per garantirsi un sostegno solido al suo governo, nel corso dell'incontro di venerdì scorso con il gruppo consiliare - summit allargato al coordinatore Mariano Delogu - ha teso la mano ai dissidenti, ha cercato un riavvicinamento delle parti impegnandosi a incontrare singolarmente i consiglieri del Pdl per «restituire a ognuno la reale opportunità di rappresentare i territori di provenienza». Cappellacci ha raccolto l'ondata di dissenso all'interno del gruppo con un obiettivo, trasformarla in «energia positiva, che ci spinga a dare il massimo per andare incontro a quello che ci chiede il nostro elettorato».
Sarà il coordinamento regionale di questa mattina (sessanta i componenti) a dare a Delogu il mandato per trattare con gli alleati. Ma senza fretta, è ancora il tempo del dialogo.
ENRICO PILIA

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