UNIONE SARDA
PRIMO PIANO
A giorni la scelta per Provinciali e Comunali. Le ipotesi: dal 16 al 30 maggio.
E oggi a Cagliari le due coalizioni discutono le candidature Amministrative, la Giunta decide la data
Lunedì 15 febbraio 2010
Non saranno elezioni regionali ma verranno chiamati alle urne tutti i sardi, e questo fa capire l'importanza della posta in palio. Si vota per le otto Province e per 180 Comuni su 377 (compresi Sassari, Quartu, Nuoro): la data precisa della consultazione non si conosce ancora, la deciderà questa settimana la Giunta guidata da Ugo Cappellacci. Maggio, sicuramente, ma il giorno esatto può ancora variare.
LE IPOTESI Finora si pensava a domenica 16 e lunedì 17, ma nelle ultime settimane è parso molto probabile uno slittamento al 23 (se non addirittura al 30). L'ultima parola sarà appunto quella del presidente della Regione, che prima di decidere farà probabilmente ulteriori sondaggi con le varie forze politiche.
Nel caso delle Province e dei Comuni al di sopra dei 15mila abitanti (sei sui 180 interessati) si vota col doppio turno: perciò, là dove nessun candidato supererà al primo round il 50 per cento dei consensi, si andrà due settimane dopo al ballottaggio. Quindi, se la Giunta sceglierà di votare il 16 maggio, le operazioni elettorali si concluderanno il 30; altrimenti si arriverà al 6 o al 13 giugno.
GLI ENTI ALLE URNE Molto attesa la partita per le Province, che coinvolge l'intero corpo elettorale dell'Isola: e verrà perciò vissuta come una parziale rivincita delle Regionali che proprio un anno fa regalarono a Cappellacci una netta affermazione su Renato Soru. Il centrodestra, nel frattempo, ha iniziato a sperimentare i problemi ormai tipici delle maggioranze di coalizione; dall'altro lato, il centrosinistra teme un risultato troppo diverso rispetto all'insperato successo colto, nel 2005.
Quella volta, l'alleanza che allora si faceva chiamare Unione aveva prevalso in sette Province su otto (solo Oristano era andato al centrodestra) e in tutti i sei Comuni oltre i 15mila abitanti. Strada facendo, il centrosinistra ha di fatto perso il Sulcis visto che il presidente eletto (Pierfranco Gaviano) è passato dal Pd all'Udc. Per altro in quella Provincia non mancano le tensioni anche tra lo scudocrociato e il Pdl.
Molte sfide interessanti anche nei Comuni. Tra i sei che superano i 15mila abitanti ci sono la seconda e terza città della Sardegna (Sassari e Quartu), altri due capoluoghi (Nuoro e Iglesias) e due centri urbani vasti e importanti come Sestu e Porto Torres. Compaiono alcuni capoluoghi di provincia anche tra i Comuni al di sotto della soglia dei 15mila: Sanluri (Medio Campidano), Lanusei e Tortolì (Ogliastra). Insieme a molte altre località comunque importanti per diverse e immaginabili ragioni, da La Maddalena a Ottana.
I DUE POLI Centrodestra e centrosinistra hanno ancora molti nodi da sciogliere, in vista dell'appuntamento elettorale. Sui nomi dei candidati e anche sul perimetro delle rispettive coalizioni. Ne discuteranno oggi in due vertici distinti e perfettamente contemporanei: appuntamento alle 10.30, a Cagliari, sia per i partiti della maggioranzia, sia per il Pd e i suoi alleati.
I primi si ritroveranno nella consueta sede di Forza Italia in via Roma. I problemi sul tavolo riguardano soprattutto le alleanze: alcune forze che sostengono la Giunta Cappellacci (come il Psd'Az, l'Udc, l'Mpa, l'Uds) non si considerano organiche al centrodestra, e potrebbero in alcuni casi fare scelte diverse.
Della cosa spera di approfittare, qua e là, il Pd, che però nel frattempo non sa se riuscirà a ricandidare tutti i suoi sindaci e presidenti uscenti. Il partito sembra orientato a riproporli tutti o quasi, ma dipende anche dal giudizio delle altre sigle della coalizione. Stamattina, nella sede del Pd di via Emilia, prenderà il via una valutazione caso per caso delle amministrazioni di centrosinistra: in caso di giudizi negativi si potrebbe ricorrere alle primarie per la scelta di un nuovo nome.
