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Il Pd sardo si prepara alla battaglia con Roma

Pubblicato da Unione Sarda in Politica · 12/1/2013 17:51:35

Da "LUnione Sarda" di Sabato 12 gennaio 2013
"Una mobilitazione, teniamo la schiena dritta"
Paolo Fadda in una lettera al segretario sardo, Silvio Lai, chiede di convocare immediatamente "il popolo delle primarie, gli organi di partito, i circoli, gli amministratori locali e quanti vorranno unirsi a te e a noi in questa difficilissima battaglia". La sfida è quella di non dare l’intesa al partito nazionale e di non accettare la candidatura in una lista non condivisa dall’intero partito nell’Isola.
Il Pd sardo si prepara alla guerra delle candidature contro il partito nazionale. Una sfida difficile e Paolo Fadda, deputato, scrive una lettera al segretario sardo, Silvio Lai: "Caro Silvio, le primarie del nostro partito hanno costituito un momento esaltante e irripetibile di effettiva consultazione democratica della base, restituendo alla politica il suo significato più alto e più nobile di partecipazione democratica. Sento, quindi, il dovere di darti atto
pubblicamente dell’impegno che stai profondendo in difesa del risultato delle primarie, della dignità e dell’autonomia del nostro partito regionale con atti coraggiosi e significativi, quali la tua decisione di non dare l’intesa al nazionale e di non accettare la candidatura – come hai annunciato anche alla stampa – in una lista non condivisa dall’intero partito nell’isola".
Fadda prosegue ricordando "le dimissioni in massa dalle cariche di partito dei nostri dirigenti". Ma non basta. La base "chiede iniziative e deliberati ancora più incisivi. Il popolo delle primarie, che ci ha assicurato il rilancio del partito forse aldilà delle più rosee aspettative, si sente tradito. Occorre trovare una soluzione che scongiuri una frattura tra il partito e i suoi elettori".
Da qui l'invito a Lai di dare il via a una vera e propria mobilitazione: "Ti ribadisco pertanto l’urgenza di convocare nelle prossime ore il popolo delle primarie e tutti gli organi di partito, dal regionale ai provinciali, i circoli, gli amministratori locali e quanti vorranno unirsi a te e a noi in questa difficilissima battaglia.
Questo è un momento epocale. Se non teniamo la schiena dritta in difesa dei principi di giustizia, se non ci mettiamo di nuovo in sintonia con i nostri elettori, non saremmo più credibili di fronte all’opinione pubblica quando, una volta tornati al governo della Regione, ci troveremo a difendere l’autonomia della Sardegna nel rapporto con lo Stato. Dopo anni di umiliazioni, i sardi, tutti i sardi, hanno bisogno di affidare le loro speranze di riscatto a forze politiche che dimostrino, innanzitutto con i fatti, di essere all’altezza della sfida".


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