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Rossella Urru rinuncia al seggio

Pubblicato da Giuseppe Meloni in Politica · 6/1/2013 09:27:18

Da "L'Unione Sarda" del 06 gennaio 2013
Vertice a Oristano. Proposta la candidatura alla cooperante: «Grazie, non posso»

Il Pd: no all'invasione da Roma
Troppi esterni, è rivolta. Rossella Urru rinuncia al seggio
Non toccate le primarie, e soprattutto chi le ha vinte. Il Pd sardo prova ad alzare una diga contro l'onda di candidati scelti da Bersani, e arriva a mettere in discussione - nella direzione regionale riunita a Oristano - la corsa del segretario Silvio Lai verso la Camera. Perché dagli ultimi incontri nella capitale è emerso che Roma conta di dettare non due, non quattro ma cinque nomi per le liste sarde.Per rafforzare la squadra senza perdere in “sardità”, nel frattempo, la segreteria regionale sta cercando figure di grande spessore: ieri si è saputo del tentativo di coinvolgere Rossella Urru. Ma la cooperante di Samugheo, divenuta popolare suo malgrado per il lungo rapimento in Africa, ha fatto una scelta di normalità di vita e di grande umiltà, rinunciando al seggio sicuro.I NODI I problemi riguardano proprio i posti che portano con certezza in Parlamento, grazie alle liste bloccate. Contando su otto eletti alla Camera e quattro al Senato, e lasciando a Bersani i due capilista, al termine delle primarie del 30 dicembre si ritenevano sicuri dieci nomi: i primi nell'ordine stabilito alla vigilia, in base a quozienti matematici che tengono conto dei fattori demografici e della forza del Pd nelle varie aree.Con cinque esterni anziché due, slitterebbero verso posti più incerti l'unico probabile eletto del Medio Campidano (Siro Marrocu), il secondo di Sassari (Gavino Manca) e il terzo di Cagliari (Paolo Fadda). Silvio Lai invece conta di portarli tutti in Parlamento. Aprendo la direzione regionale ha detto di non aver ancora dato la disponibilità a guidare la lista della Camera: vuole candidarsi in un quadro di piena condivisione del Pd sardo. Tutti gli interventi successivi gli hanno dato ragione, invocando il rispetto delle primarie. Da Renato Soru al capogruppo in Consiglio regionale Giampaolo Diana, fino a Giorgio Macciotta.LA TRATTATIVA Le regole nazionali prevedono, in effetti, che Roma indichi il 10% dei candidati, oltre ai due capilista. Antonello Cabras ha fatto notare però che non sta scritto che debbano essere tutti in cima agli elenchi. Comunque le liste sono decise dalla direzione nazionale «d'intesa» con la segreteria regionale: «Se l'intesa non ci fosse - ha aggiunto - i sardi della direzione nazionale potrebbero votare contro le liste definitive». Si tratta degli stessi Cabras e Soru, e poi Tore Ladu, Graziano Milia, Francesco Sanna e Arturo Parisi.Uno strappo pesante, e si cercherà di evitarlo. Ma già la sola ipotesi ha del clamoroso. In quel caso Silvio Lai potrebbe appunto fare un passo indietro a difesa dell'unità del partito. La direzione gli ha dato un mandato unanime per trattare «valorizzando il risultato delle primarie»: l'ideale è che arrivino solo i due capilista, ossia lo stesso Lai e un altro nome di richiamo, possibilmente sardo.I verdetti si avranno martedì, dopo la direzione nazionale: resta fino ad allora in piedi anche il tentativo di riportare in Parlamento Francesco Sanna e Guido Melis, sconfitti alle primarie ma invocati dai territori.IL NO DI ROSSELLA Sicuramente non sarà candidata Rossella Urru, la cooperante internazionale che tra il 2011 e il 2012 ha trascorso nove mesi in ostaggio nel nord Africa. La giovane è stata contattata da Franco Marras (coordinatore della segreteria regionale che aveva seguito con molta attenzione la vicenda del rapimento), su mandato di Silvio Lai e in accordo con Bersani. Urru proviene da una famiglia di sinistra, il padre era del Pci: un impegno coi democratici non sarebbe stato strano.La ragazza di Samugheo avrebbe avuto una posizione ottima alla Camera. Lei ci ha riflettuto seriamente, per qualche giorno. Alla fine ha detto di no soprattutto per il timore di non riuscire a svolgere nella maniera migliore l'impegno a Montecitorio, anche perché non si è ripresa del tutto, fisicamente, dal lungo periodo di prigionia. «È una scelta difficile ma ponderata», ha detto Rossella Urru nel momento della risposta definitiva, «mi sarebbe piaciuto sostenere il cambiamento ma purtroppo per me non è il momento opportuno».«Una decisione che mi ha colpito molto», sottolinea Marras commentando il no della ragazza di Samugheo, «la definirei una decisione di responsabilità. Non so quanti, alla sua età, avrebbero rinunciato con simili motivazioni a un'opportunità così importante».
Giuseppe Meloni


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