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Il ciclone Bersani conquista la Gallura
Primarie. Il segretario nella prima tappa del suo tour isolano affronta le emergenze del territorio e fa il tutto esaurito
Da "La Nuova Sardegna" del 20 novembre 2012
di Luca Rojch
OLBIA. Il passo è già quello del premier, di chi si è messo in tasca non solo le primarie, ma anche la competizione per arrivare a Palazzo Chigi. Pierluigi Bersani scuote la città più delle nuvole che scaricano acqua a secchiate. Il segretario del Pd ha chiara la via perché il Paese esca dal pantano della crisi. E perché la Sardegna inizi a respirare dopo una apnea infinita che ha disintegrato l’economia. Non nasconde il momento di grande difficoltà. «La Sardegna è forse la regione che ha subito in modo maggiore il contraccolpo della crisi – dice Bersani –. Tutto viene amplificato, l’emergenza industriale, l’assenza di attenzione dello Stato per Comuni e Province, il sistema giustizia con i tribunali che chiudono. Qui vivete sulla pelle questo disagio. La rinascita parte da nuove politiche industriali, da un rilancio del turismo, dalla continuità territoriale». Bersani va subito alla sostanza. «Le emergenze si chiamano Sulcis, Ottana, Porto Torres – dice –. Dobbiamo capire quali realtà potranno andare avanti e dove sarà il caso di pensare ad alternative, a qualcosa di nuovo. Ci dovranno essere riconversioni industriali, ma altre iniziative potrebbero essere il futuro, la forza dell'isola. Dalla chimica verde alla valorizzazione del settore agroalimentare, alle aziende ad alta tecnologia». Ad accogliere il segretario al museo è una folla che fa preoccupare anche le forze dell'ordine. Ci sono oltre 500 persone stipate nella sala del museo archeologico. Il vicesindaco Carlo Careddu mette sul tavolo tutte le emergenze della Gallura. «Con questo governo abbiamo fatto un passo indietro – dice Careddu –. La continuità territoriale è rimasta solo sulla carta. La privatizzazione della Tirrenia ha portato alla creazione di un monopolista privato. Questo territorio ha bisogno di una nuova politica dei trasporti, di un nuovo modello di sviluppo del turismo che non si basi sui personaggi da rotocalco, ma che coniughi natura e cultura. Al contrario lo Stato va via dalla Gallura e chiude i tribunali, gli uffici i servizi». Bersani non si tira indietro. «La priorità è il lavoro – dice il segretario –. Da oggi ogni politica dovrà essere pesata sul fatto che dia impiego. Si deve dare fiducia all’Italia, si deve fare capire che siamo usciti dai 20 anni di centrodestra che ci hanno portato nel baratro. Oggi siamo costretti ad approvare iniziative che non sempre ci piacciono, ma per salvare il Paese abbiamo accettato. Era inutile vincere sulle macerie. Ma certo per me la questione delle pensioni non si chiude senza la soluzione dell’emergenza esodati, la scuola non si può più maltrattare, gli enti locali non si possono massacrare. Io andrò avanti fino alle elezioni con due parole cardine: moralità e lavoro. La Sardegna ha subito una violenta deindustrializzazione. Dobbiamo reagire e lo faremo. In questi 20 anni c’è stato in Italia un problema di comunicazione. Un uomo ha suonato il piffero e tutti sono andati dietro. Ha messo il suo nome sul simbolo e ha piantato cieli azzurri e facili promesse. Dobbiamo superare questa distorsione. Io non vi voglio piacere. Io voglio dire la verità e voglio che insieme cambiamo quello che non va». Accanto a lui il segretario regionale Silvio Lai che mette in evidenza come sia sul tavolo anche una alleanza con i moderati e le liste civiche che sostengono Bersani. Su tutti quella che realizza il segretario nazionale dell’Upc Antonio Satta. E che Bersani abbia un ampio fronte trasversale lo dimostrano i tanti sindaci galluresi arrivati ad ascoltarlo. Angelo Comiti, Romeo Frediani, Giuseppe Meloni, Pietro Brundu, Angelino Pittorru, Stefano Pisciottu ma anche il presidente della Provincia di Nuoro Roberto Deriu e i due parlamentari Giulio Calvisi e Gian Piero Scanu.