“DEMOCRAZIA  E’  LIBERTA La   Margherita”

 

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE DELLA MARGHERITA

DOTT. ANTONIO ADDIS

CONSIGLIO COMUNALE DEL 30/06/2003

 

 

Quello che  questo Consiglio comunale sta esaminando è il quarto conto consuntivo, il penultimo. Ancora uno poi la palla, o meglio la parola, passerà al prossimo consiglio comunale.

 

Per queste ragioni  assume una importanza particolare e  consente di fare alcune valutazioni su una  parte importante della legislatura: non solo sotto il profilo contabile ma anche sotto il profilo politico.

 

E’  il momento nel quale la maggioranza che ha governato il Comune  dovrebbe esporre al Consiglio comunale, e quindi rendere conto alla Città,  i risultati raggiunti e gli obiettivi che intende perseguire.

 

Gli anni passati ci siamo lamentati perché ci veniva sottoposta sempre la stessa relazione. Ma nulla è cambiato. Anche quest’anno, per la quarta volta, la relazione è sempre la solita, identica a quella a suo tempo presentata dal Commissario prefettizio..

 

La relazione sempre uguale  è lo specchio di una Città che non cambia. Lo abbiamo detto altre volte:  la Città è ferma mentre tutto, attorno a noi, si muove e la nostra distanza dagli altri aumenta. Nel 1999 la Città aveva 13.972 abitanti, nel 2002 sono diventati 13.987. Un incremento di sole 15 unità.

 

Eppure la Città ha risorse ed energie per  evitare il decadimento.  La sfida alla quale siamo chiamati non si vince però con la passività e l’inerzia, ma assumendo iniziative coraggiose, valorizzando tutte le energie che hanno a cuore le sorti ed il futuro di Tempio. A cominciare da questo Consiglio Comunale, dalle forze sociali e imprenditoriali oltre che dai tanti concittadini di buona volontà, anche residenti fuori Città, portatori di idee, di esperienze e di proposte.

 

La città appare avvilita, a volte  rinunciataria. E’ una Città che non ha più voce. Per questo chiediamo al Sindaco di riprendere l’iniziativa, rassicurare quanti si sentono delusi e abbandonati anche dagli atteggiamenti passivi di chi ha importanti responsabilità politiche regionali. Occorre ridare ai tempiesi l’orgoglio della loro storia, della lotta e anche della vittoria. Per questo occorrono nuove strategie politiche ma anche dimostrare capacità di ascolto per dare risposte adeguate alle nuove attese sociali.

 

Emblematiche sono la vicenda della Provincia e della individuazione del suo capoluogo come la vicenda della proposta di legge  per lo smantellamento della comunità montana. Siamo assenti.

 

A me pare che  la Città  viva con sconforto questa  situazione,  comprende di non essere adeguatamente gestita e rappresentata e vede sprecate le sue  potenzialità.

 

Una Città bella, ma addormentata, che non  valorizza e non sa far fruttare la propria bellezza.

 

Faccio queste considerazioni con spirito di collaborazione, convinto che il tacere non aiuti la Città.

 

Il conto consuntivo che viene sottoposto al nostro esame è  la testimonianza  delle difficoltà che attraversiamo..

 

Ma vediamo alcuni dati.

 

Il Conto Economico rileva i componenti positivi e negativi della gestione, accerta cioè se alla fine dell’anno il Comune è più “ricco” o più “povero”. Putroppo, come fanno rilevare i revisori dei conti, il Comune di Tempio, per il secondo anno consecutivo presenta un risultato economico negativo. La Città è più povera, i tempiesi sono più poveri.

 

Il grado di realizzazione dei programmi rappresenta l’indice più semplice per valutare il grado di efficacia della attività amministrativa. Per quanto riguarda gli investimenti rispetto ad uno stanziamento di 23.745.000,00 euro risultano impegnati 14.027.000,00 euro con una differenza di 9.718.000,00 euro, pari al 41%. I pagamenti ammontano solamente ad euro 796.000,00 pari al 5,67% delle somme impegnate ed al 3,35 delle previsioni di bilancio.

 

La velocità della gestione della spesa corrente è un altro dei parametri per valutare l’efficienza dell’azione amministrativa ed indica il rapporto tra pagamenti ed impegni. Essa è stata del 71,75 nel 1999 (gestione commissariale), del 58,17 nel 2000, del 60,86 nel 2001 e del 58,27 nel 2001.

 

Intanto i revisori dei conti hanno accertato che non è stato rispettato il principio della riduzione complessiva della spesa per il personale ed hanno espresso parere negativo  sul relativo documento di programmazione triennale.

 

I residui attivi e passivi, cioè i crediti ed i debiti hanno avuto una ulteriore impennata.

 

 I residui attivi ammontano a 23.901.730,00 euro ben al di sopra dei parametri previsti dalla legge. Vi sono, peraltro, molte perplessità, anche da parte dei revisori dei conti, sulla loro esigibilità. Faccio un esempio. Per fitti reali di fabbricati, nel 2002 , sono state accertati, in conto competenza, entrate per 14.725,00 di cui 12.788,00 incassati e 1.937.00 da incassare. Nei residui risultano da incassare crediti per 678.403,00 euro. Nel 2002  abbiamo incassato solamente 1.739,00 euro, mentre 676.663,00 euro sono ancora da incassare. E’ legittimo quindi più di un dubbio sulla reale possibilità di incassare questi crediti. Nella stessa situazione vi sono altri crediti.

 

I residui passivi, i debiti, ammontano ormai a 28.527.839,00. Una cifra impressionante, sono oltre 55 miliardi di vecchie lire. Riusciremo a pagarli? E come? Se una parte dei residui attivi non dovessero essere esigibili, come pure i revisori temono, la Città si troverebbe veramente in una situazione più che difficile.

 

I mutui in ammortamento erano, nel 2002, ben 53.- Nel frattempo ne sono stati contratti degli altri. Non a caso nel bilancio di previsione del 2003 è stata stanziata, per la restituzione di mutui un importo di oltre duemilioni e mezzo di euro, circa cinque miliardi di vecchie lire. Le amministrazioni che governeranno la Città nei prossimi venti anni avranno un bel da fare per reperire le somme necessarie per far fronte ai debiti di questa legislatura.

 

Noi non siamo pregiudizialmente contrari all’ assunzione di mutui. A condizione. che  le opere che si intende realizzare non possano essere finanziabili dalla Provincia, dalla Regione o dallo Stato, che cioè l’assunzione del mutuo non serva a supplire alla mancanza di iniziativa della Amministrazione, che le opere da realizzare siano non solo utili al decoro urbano ma siano funzionali alla crescita economica della città ed alla creazione di posti di lavoro, che abbiano una durata non superiore a dieci anni. I mutui che il Comune ha contratto e sta contraendo non sempre hanno questi requisiti. Anzi hanno tutti una durata ventennale che è eccessiva e poco rispettosa delle future amministrazioni.

 

Faccio qualche esempio.

 

Sono in corso i lavori per il rifacimento della rete idrica. Vengono realizzati con un mutuo di  971.455,00 euro da restituire in venti anni con un aggravio per interessi di 642.385,00 euro ed un costo finale di 1.645.840,00 euro pari a 3.124.000.000 di vecchie lire.

 

Per la riqualificazione urbana e la ristrutturazione della ex caserma Fadda, ad integrazione di un finanziamento regionale, è stato assunto un mutuo di 759.191,00 euro, da restituire in venti anni con un aggravio di spesa per interessi di 460.751,00 euro. La spesa complessiva è così di 2.362.137.000 vecchie lire.

 

Alcune settimane fa è stata inaugurato l’ampliamento della scuola media  n. 1. Consentirà all’Università di disporre di  altri e più idonei locali per i  corsi universitari.

L’ampliamento è stato realizzato con mutuo di 382.178,00 euro, anch’esso da restituire in venti anni, con un aggravio per interessi di 252.702,00 euro ed un costo complessivo di 634.880.00 euro.

Mi chiedo. E chiedo a questo Consiglio Comunale: era proprio impossibile ottenere un finanziamento dalla Regione?. Non gli undici milioni assegnati ad Iglesias, ché come è stato fatto notare è la Città del Presidente della Giunta, e neppure le  somme che altri stanno chiedendo per la realizzazione di campus universitari. Ma almeno quattrocento o cinquecento mila euro era proprio impossibile chiederli ed ottenerli?.- E perché non li abbiamo chiesti?.

 

Analogo discorso può farsi per altre opere avviate o da iniziare.

 

Veniamo ora ad alcuni dati di bilancio.

 

Le entrate previste ammontavano ad euro 44.661.000,00. Ne sono però stati accertati solamente 31.282.000,00 mentre le riscossioni ammontano ad euro 15.800.000,00.  Poco più del 35% degli stanziamenti di bilancio.

 

Le spese previste ammontavano egualmente ad euro 44.661.000,00. Ne sono state impegnate 30.336.000,00 mentre i pagamenti ammontano solamente ad euro 11.033.000,00. Il   25% degli stanziamenti di bilancio.

 

Dei sei titoli che compongono l’entrata il titolo primo registra maggiori entrate rispetto alle previsioni, tutti gli altri titoli sono invece caratterizzati da minori entrate per cui le somme perse per strada  e finite nella colonna “economie” ammontano ad euro 13.379.000,00.-

 

Il titolo primo registra le entrate tributarie, (le imposte e le tasse). Rispetto ad una previsione di bilancio di Euro 3.678.000,00 il Comune ha accertato entrate pari ad euro 4.535.000,00  con un incremento di  euro 857.000,00 pari al 23,30 di maggiori entrate  rispetto alle già alte previsioni iniziali.

 

Nel 1999 (ultimo anno della passata legislatura) le entrate tributarie sono ammontate ad euro 2.918.000,00, nel 2001 ad euro 3.021.000,00 mentre nel 2002 come ho detto sono salite ad euro 4.535.000,00.- con un incremento rispetto all’anno precedente  del 50%.

 

L’incremento della tassazione è stato determinato dall’ICI che è passata da euro 1.498.000,00 del 2001 ad euro 2.591.000,00 del 2002; dall’addizionale sul consumo di energia elettrica che è passata da euro 166.000,00 nel 2001 ad euro 222.000,00 nel 2002 e dalla tassa rifiuti solidi urbani che è passata da euro 1.104.000,00 del 2001 ad euro 1.470.000,00 del 2002. E’ rimasta invariata l’addizionale IRPEF che,  istituita dal 2001,  è pari ad euro 217.000,00.-

 

Per la raccolta dei rifiuti solidi urbani il nostro Comune spende 870.682,00 euro ai quali vanno aggiunti altri 340.861,00 euro per lo smaltimento degli stessi, per complessivi euro 1.211.543,00.-.

 

La spesa sostenuta dal Comune  è estremamente rilevante come la tassazione subita dai cittadini. E la Città purtroppo non è pulita. Con i soldi che spendiamo sarebbe possibile assumere non 15 o 17 dipendenti, come avviene ora, ma 35 o 40 come sarebbe necessario. Le proteste sono sempre più frequenti. La gente sta perdendo la pazienza.

 

Veniamo alle entrate da trasferimento in conto capitale.

 

Con l’anno 2000 è iniziato, per tutti i Comuni della Sardegna, un periodo di rilevanti disponibilità economiche. A partire da tale anno si sono infatti verificati due fatti di rilevante importanza. Si sono resi disponibili i finanziamenti concessi alla Regione ed allo Stato dalla Comunità Europea che ammontano, per gli anni 2000/2006, ad oltre 12 mila miliardi. Una somma  inimmaginabile. Purtroppo questi benefici cesseranno nell’anno 2006. Inoltre la Regione ha aumentato il proprio bilancio e le risorse da distribuire con la contrazione di mutui che hanno portato i debiti della regione dai  tremila miliardi di vecchie lire del 1999 agli oltre  dodicimila miliardi di oggi.

 

Per la nostra Città, in questa legislatura, vi dovrebbero essere inoltre condizioni oggettive di favore: un eletto a Tempio dopo diversi decenni, è diventato assessore provinciale ed un tempiese  è stato  nominato, dopo dieci anni, assessore regionale.

 

Non abbiamo saputo approfittare di queste situazioni, al contrario di tante  altre Città.

 

Negli anni  2000 e 2001, nonostante le condizioni di vantaggio e la grande disponibilità di risorse della Regione, per quanto si stenti a crederlo, le entrate da trasferimenti in conto capitale (cioè per la realizzazione di opere pubbliche) sono state sostanzialmente uguali a quelle del 1999. Quando la Città era gestita dal Commissario prefettizio. Anzi nel 2001 abbiamo addirittura avuto  meno del  1999.

 

Nell’anno 2002 vi sono state entrate in conto capitale pari ad euro 11.976.493,00.

 

Queste entrate sono state determinate dai trasferimenti a favore del nostro Comune da parte dello Stato, della Regione e della Provincia.

 

Lo Stato nell’anno 2002 ci ha dato, per la realizzazione di opere pubbliche, 6.680,00 euro. Non vi sono errori. Il governo amico ci ha dato, per tutto l’anno 2002, meno di tredici milioni di vecchie lire. Altri Comuni della Sardegna,  più fortunati, hanno avuto assegnazioni per miliardi di vecchie lire.

 

La parte rimanente è pervenuta, quasi interamente, dalla Regione Sarda. La somma potrebbe apparire importante. Se però facciamo il confronto con quanto ottenuto dagli altri Comuni con popolazione tra i dieci ed i quindiici mila abitanti ci rendiamo conto della penalizzazione che ci è stata inflitta. E ciò a prescindere dal fatto che buona parte dei finanziamenti sono arrivati dai fondi strutturali europei in seguito  alle pratiche impostate ed alle richieste inoltrate dalla Giunta Dibeltulo e dai fondi  del P.I.A (Programma integrato d’area) SS18-Parco terme di Rinaggiu la cui integrazione era stata richiesta,  dalla Giunta Dibeltulu, con deliberazione n. 18 del 30 marzo 1999.-

 

Una curiosità: nel Pia Rinaggiu si è  inserito il Comune di Calangianus chiedendo ed ottenendo un finanziamento  di 4 (quattro) miliardi per la copertura del Rio Barroccu quale infrastruttura del Parco Terme di Rinaggiu.

 

Siamo stati esclusi da quasi tutti i programmi di finanziamento sul bilancio ordinario.

 

 Per la realizzazione di posteggi, dopo due finanziamenti avuti negli anni 1998 e 1999 non abbiamo più visto una lira.

 

Per la rete idrica siamo dovuti ricorrere alla contrazione di mutui che dovremo restituire nei prossimi venti anni. Forse non potevamo sperare di avere, come Carbonia un finanziamento di oltre 9 milioni di euro,  e forse neppure di 3 o 4 milioni come sono stati assegnati ad altri Comuni della nostra dimensione. Credo però fosse legittimo sperare di avere una assegnazione almeno pari a quella di Trinità. Noi invece avremo, forse nel 2003, 250.000,00 euro; Trinità oltre cinque volte di più.

 

Per il centro storico, dopo l’ assegnazione di un miliardo e mezzo sull’esercizio 1998, in quattro anni abbiamo avuto poco meno di 350 milioni di vecchie lire. Nonostante le dichiarazioni alla stampa che davano per assegnati  alla nostra Città diversi miliardi dobbiamo prendere atto che, pur avendo uno centri storici più importanti della Sardegna,  abbiamo avuto  meno di tanti  piccoli Comuni. Ad esempio Luogosanto e Trinità.  

 

Si potrebbe continuare ancora  ma  i consiglieri già conoscano la situazione.

 

La Provincia infine  ha dato un contributo di 3.857,00 euro per manutenzione di impianti sportivi. Ed i motivi di preoccupazione non mancano.

Ha iniziato con notevole ed inspiegabile ritardo la realizzazione dell’Istituto tecnico industriale pur avendo “ereditato” dalla precedente amministrazione il progetto, i soldi ed anche la concessione edilizia.

Inoltre poco  è stato speso delle risorse previste nel bilancio 2000.-

La Provincia ha  in corso, a Rinaggiu, lavori finanziati con un PIA la cui dotazione è pari a 3.550.000.000 di vecchie lire “ereditati” dalla passata amministrazioni e risalenti al 1999.-Al momento si sta rifacendo il viale di accesso a Rinaggiu. In tanti si chiedono se era la cosa più necessaria ed urgente oppure se non sarebbe stato il caso di realizzare strutture utili ad un  rilancio turistico della Città.

Peraltro pare che la Provincia non abbia chiesto alla Regione l’integrazione degli stanziamenti del Pia. Se fosse vero la perdita per la nostra Città sarebbe di diversi milioni di euro. . 

 

Purtroppo da più parti si persegue l’obiettivo di un declino della forza e del ruolo della nostra Città. Forza e ruolo che oggi appaiono messi in discussione anche da chi riveste responsabilità politiche non marginali.

 

Noi non intendiamo accettare un ridimensionamento della Città anche nel suo ruolo di erogatrice di servizi pubblici siano essi nazionali o regionali.

 

Pensiamo che sia necessario riprendere l’iniziativa,  riaggregare le fila, coinvolgere gli esclusi, ridare a tutti i cittadini l’orgoglio di essere tempiesi. E’ un compito che spetta soprattutto al Sindaco-

 

Noi  riconfermiamo la nostra disponibilità, piena e disinteressata, a lavorare per la Città, a difenderne il passato e la storia, ma soprattutto a prepararne il futuro. Un futuro più adeguato e comunque diverso da quello che altri stanno confezionando per noi.

 

Abbiamo chiaro, e confidiamo che sia così per tutti, che prima ancora degli interessi e della difesa  dei partiti ai quali apparteniamo , abbiamo il dovere di difendere  e tutelare gli interessi della Città che siamo stati chiamati a rappresentare.

 

L’invito è a lavorare in continuità ideale con tanti amministratori che ci hanno preceduto, senza tradirne la testimonianza e per non disperderne le conquiste.

 

Siamo convinti che solo una forte unità del Consiglio Comunale, sostenuta dalla solidarietà dei cittadini, possa consentirci  iniziative in sintonia con le esigenze più profonde dei tempiesi, possa consentici di superare i momenti di difficoltà e di guardare al futuro con maggiore serenità e più fondata speranza.