Preg.mo
Dott. Antonio Pintus
Sindaco di Tempio Pausania
Il sottoscritto consigliere
comunale, premesso che:
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una diecina di ricorsi relativi ad avvisi di accertamento
ICI, concernenti le cosiddette aree fabbricabili, sono state respinte dalla
Commissione Tributaria Provinciale
nel 1° grado di giudizio;
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tali decisioni sono state già impugnate dinanzi alla
Commissione Tributaria Regionale (2° grado) e non è da eludersi che i
cittadini ricorrenti, in caso di esito ancora negativo, adiscano la
Cassazione;
-
la Bipiesse,
per incarico del Comune,
ha intanto inviato, pur in pendenza di giudizio, le relative
cartelle esattoriali richiedendo ai cittadini importi rilevanti che in
qualche caso ammontano ad oltre 25 milioni di vecchie lire solamente per il
periodo dal 1993 al 1998;
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le predette cartelle esattoriali sono state impugnate;
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in recenti sentenze i giudici tributari stanno ormai
stringendo le maglie e tipizzando in via definitiva il concetto e la
definizione di “area fabbricabile”. Parrebbe ormai acquisito il concetto
che l’imponibilità in base al “valore di mercato” per un terreno non possa
scattare se mancano gli strumenti attuativi anche se l’area stessa è
inserita nel programma di fabbricazione o altri strumenti urbanistici;
-
i terreni, pertanto,
acquistano natura edificatoria solo in presenza di uno strumento
urbanistico già perfezionato come ad esempio la lottizzazione.
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In una recentissima sentenza la Commissione Tributaria di
Catanzaro, richiamandosi anche a precedenti pronunce della Cassazione, dopo
aver rilevato che “il contrasto interpretativo sul concetto di
edificabilità in quanto da una parte viene inteso come edificabilità legale
mentre dall’altra viene inteso come edificabilità di fatto” ha stabilito che “la seconda
interpretazione è più realistica in quanto, pur essendo il terreno in
questione edificabile in senso legale perché inserito nel Prg, lo stesso
non può però essere considerato come effettivamente edificabile, vista la
mancanza di una lottizzazione regolarmente approvata dal Comune”.
Tutto ciò premesso si chiede
di sapere:
se codesta Amministrazione,
anche alla luce delle richiamate sentenze, delle citate pendenze
giudiziarie ed in considerazione del fatto di non aver deliberato il
condono fiscale, abbia intenzione di ordinare all’ente concessionario la sospensione
delle cartelle esattoriali fino alla conclusione del contenzioso
tributario. La sospensione delle cartelle esattoriali, infatti, se da un
lato non reca pregiudizio alcuno al Comune, è certamente una opportuna
doverosa cautela qualora i giudici dovessero dare torto a codesta
Amministrazione comunale come già accaduto in altre parti d’Italia.

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