Alcide De Gasperi

3 aprile 1881
19 agosto 1954

Umile e fiero progettista politico


Alcide De Gasperi

Nato il 3 Aprile 1881 a Pieve Tesino (Trento), Alcide De Gasperi è stato un protagonista della ricostruzione politica ed economica dell'Italia dopo la seconda guerra mondiale e leader dei governi di centro formatisi a partire dal 1947.


Dato che alla sua nascita il territorio trentino apparteneva ancora all'Impero austro-ungarico (anche se di lingua italiana), è proprio nella vita politica austriaca che il giovane De Gasperi inizia a muovere i primi passi di quella che fu una lunga e fortunata carriera politica.



Nel 1905 entra a far parte della redazione del giornale "Il Nuovo Trentino" e, divenutone il direttore, appoggia il movimento che auspicava la riannessione del Sud Tirolo all'Italia.

Dopo il passaggio del Trentino e dell'Alto Adige all'Italia continua l'attività politica nel Partito Italiano Popolare di don Luigi Sturzo. Diventa in breve tempo il presidente del partito e si pone nella condizione di poter succedere a Sturzo qualora questi voglia oppure, come poi in realtà avverrà, sia costretto ad abbandonare la vita politica italiana.

Intanto in Italia come del resto in altre parti d'Europa si fa sentire il vento della rivoluzione russa, che nel nostro paese determina la scissione socialista del 1921, la nascita del PCI, e l'inizio di un periodo pre-rivoluzionario, il "biennio rosso", che nel 1919 e nel 1920 vede la classe operaia protagonista di cruente lotte sociali e che contribuirà non poco a spaventare la borghesia, spingendola tra le braccia di Mussolini.


Deciso avversario del fascismo De Gasperi, viene imprigionato nel 1926 per la sua attività politica. Infatti fu uno dei pochi leader popolari a non accettare accordi col regime benché fosse stato, nel 1922, favorevole alla partecipazione dei popolari al primo gabinetto Mussolini. Dopo l'omicidio Matteotti, l'opposizione al regime ed al suo Duce fu ferma e risoluta anche se coincise col ritiro dalla vita politica attiva a seguito dello scioglimento del P.I.P. ed al ritiro nelle biblioteche vaticane per sfuggire alle persecuzioni del fascismo.

 
Durante la seconda guerra mondiale De Gasperi contribuì alla fondazione del partito della Democrazia Cristiana, che ereditava le idee e l'esperienza del Partito Popolare di don Sturzo. De Gasperi non è un uomo d'azione, ma un "progettista" politico (suo il documento programmatico della DC scritto nel 1943), che alla fine della guerra mostra di avere le idee chiare sulla parte da cui stare, l'occidente anticomunista. Dopo il crollo della dittatura del Duce fu nominato ministro senza portafoglio del nuovo governo. Ricoprì la carica di ministro degli Esteri dal dicembre 1944 al dicembre 1945, quando formò un nuovo gabinetto. In qualità di presidente del consiglio, carica che mantenne fino al luglio del 1953, De Gasperi favorì e guidò una serie di coalizioni di governo, composte dal suo partito e da altre forze moderate del centro. Contribuì all'uscita dell'Italia dall'isolamento internazionale, favorendo l'adesione al Patto Atlantico (NATO) e partecipando alle prime consultazioni che avrebbero condotto all'unificazione economica dell'Europa.

 
Opera principale della politica degasperiana fu la politica estera e la creazione dell'embrione della futura Unione Europea. Un'idea europeista che nasceva nell'ottica di una grande opportunità per l'Italia per superare le proprie difficoltà.

 
Lo statista trentino morì a Sella di Valsugana il 19 agosto 1954, appena un anno dopo l'abbandono della guida del governo.