La Balena della Luna
di Umberto Pasqui
I Il guardiano del faro era sulla torre che dà luce quella notte. Pensava fissando intensamente la luna per osservarne le macchie più scure; gli avevano detto che anche su quel satellite esistevano dei mari. Forse nella sua mente ondeggiava l'assurda idea che, un giorno o l'altro, si sarebbe potuto trasferire lassù, in quel mondo silenzioso sospeso nel cielo notturno. In realtà si chiedeva se la luce del suo faro raggiungesse anche i mari lunari, però il suo entusiasmo si affievoliva quando pensava che da là si vedessero migliaia e migliaia di fari: chi mai avrebbe potuto riconoscere il suo?
II
La luna era piena, pienissima, e si era talmente distratto nel guardarla che non si era accorto che il mare stava diventando molto mosso, sentiva l'infrangersi delle onde salate contro l'arcigna costruzione lucente. Una serie di mareggiate rosicchiava le timide spiagge abbandonate. Egli guardava appassionato e si toglieva e rimetteva la cuffia di lana nervosamente ed animosamente muoveva le mani come se fosse il direttore ed il mare la sua orchestra. Non pensò più alla Luna per quella notte, ma alla tempesta, alla sua violenza, alla sua prepotenza e baldanza vorace di spiagge da lambire e di barche da ingoiare il prima possibile. Un bel contrasto rispetto alla luna, timida e dolce, che si limitava, passiva, a ricevere la luce dal Sole e rispecchiarla con la sua candida bellezza. Fra il frangiflutti fragoroso, frastornato, s'addormentò.
III
Si svegliò presto, il Sole era già sorto da qualche minuto, preparò un robusto caffé e si mise sul suo luogo di guardia, appoggiandosi per la stanchezza sui muri salsoiodici del faro vecchio. L'aria era limpida, il nitore avvolgeva tutto, il mare, placido e pacifico, non s'infrangeva più sul faro, né lambiva più le spiagge con le sue onde fameliche. Non più tutto questo. Mentre sorseggiava il caffé pensava che i mari della luna dovessero essere tutti così.
IV
Verso sera, il guardiano del faro avvertì dei lamenti, una voce, un suono intenso e lontano, quel grido lo infastidiva molto e lo faceva pensare a fantastiche creature marine, a sirene, a narvali, a draghi acquatici. Il suono non si fermava, anzi, s'avvicinava sempre di più e il guardiano, disperato, tentò in tutti i modi di distrarsi, ma non serviva giacché quella voce era sempre più vicina e più intensa, odiosa e fastidiosa. Ma la soluzione del mistero era vicina.
V Bastò una manciata di minuti perché una cosa colossale gli si rivoltò davanti. Prima vide una montagna d'acqua da cui si staccò poi una bestia dalla coda violenta, e tutto si calmò. Il guardiano non aveva mai visto una balena, ne aveva sentito parlare ma non poteva immaginare che in un mare chiuso e trafficato come il suo potevano esserci simili creature. Secondo lui questo non era altro che un incontro fantastico con una creatura della luna. Quelle grida stridule e prolungate terminarono lasciando spazio al rumore delle onde che muoiono sugli scogli urtandone altre.
Illustrazione di Simone Sanna
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