Poesie
di Francesco Pasella
Ascolto
Ascolto, il suono dei passaggi disordinati e nascosti dell'esistenza;
Scorgo, le penombre immobili, e maledettamente lontane, e maledettamente vicine, quasi le vedo, le assaporo, le tocco, senza riuscire ad afferrarle.
Sono Ero Sarò Il tutto…. Il nulla… L'uomo Il dio senza fedeli L'eroe senza patria Il soldato senza armi Il fanatico senza convinzioni Il battitore frenetico e folle Che scandisce il ritmo razionalmente assurdo Del tempo infinito che casualmente, forse, viviamo.
Torrido fiume
Torrido fiume d'afa e vita..
Hai bruciato … raso la terra Dove prima camminavo incerto ma raggiante.
Troverò ristoro in acque dolci e salmastre Incastonate in pietre che sorridono.
Aridità umana
Non bruciare questi brandelli di poesia
Fin quando si riaffaccerà una pioggia leggera e lenirà i miei giorni, la sete del mio corpo.
Non cadrò nel precipizio… Discenderò la mulattiera sconosciuta ed impervia abbracciando la montagna e accarezzando il mare.
E sarò di nuovo l'uomo che vuole ammirare e scoprire.
Un'unica essenza
Mi avvolge. Siamo un'unica essenza, io e il silenzio. Dopo il rumore.
Non mi sbranerai, belva della memoria. Sconfiggerò La tua follia.
Quante altre volte
Quante altre volte, Dovrò seguire i miei passi, soli di uomo, negli angoli bui della notte.
Recitare il mio ruolo… Dimenticare la poesia Sfuggire gli sguardi Diventare arido e onnisciente
Quante altre volte, Dovrò dimenticare I derelitti umani uccisi dalle malattie, dalle paure, dalla disperazione.
I fantasmi.
Vivere ogni ora Giocando ad essere forte E non far trasparire le debolezze
Perché in fondo, Vale la pena di disperdersi Farsi trascinare dalle correnti E approdare in spiagge sicure E illudersi che niente ci possa far male.
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