Gemellae N. 39



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Poesie

di Francesco Pasella

Ascolto

Ascolto,
il suono dei passaggi
disordinati
e nascosti
dell'esistenza;

Scorgo,
le penombre
immobili,
e maledettamente lontane,
e maledettamente vicine,
quasi
le vedo,
le assaporo,
le tocco,
senza
riuscire
ad afferrarle.

Sono
Ero
Sarò
Il tutto….
Il nulla…
L'uomo
Il dio senza fedeli
L'eroe senza patria
Il soldato senza armi
Il fanatico senza convinzioni
Il battitore frenetico e folle
Che scandisce il ritmo razionalmente assurdo
Del tempo infinito che casualmente, forse, viviamo.


Torrido fiume

Torrido fiume d'afa e vita..

Hai bruciato … raso la terra
Dove prima camminavo incerto ma raggiante.

Troverò ristoro in acque dolci e salmastre
Incastonate in pietre che sorridono.

Aridità umana

Non bruciare questi brandelli di poesia

Fin quando si riaffaccerà una pioggia leggera
e lenirà i miei giorni, la sete del mio corpo.

Non cadrò nel precipizio…
Discenderò la mulattiera sconosciuta ed impervia
abbracciando la montagna e accarezzando il mare.

E sarò di nuovo l'uomo che vuole ammirare e scoprire.


Un'unica essenza

Mi avvolge.
Siamo un'unica essenza,
io e il silenzio.
Dopo il rumore.


Non mi sbranerai,
belva della memoria.
Sconfiggerò
La tua follia.


Quante altre volte

Quante altre volte,
Dovrò seguire i miei passi, soli di uomo,
negli angoli bui della notte.


Recitare il mio ruolo…
Dimenticare la poesia
Sfuggire gli sguardi
Diventare arido e onnisciente

Quante altre volte,
Dovrò dimenticare
I derelitti umani uccisi dalle malattie,
dalle paure, dalla disperazione.

I fantasmi.


Vivere ogni ora
Giocando ad essere forte
E non far trasparire le debolezze

Perché in fondo,
Vale la pena di disperdersi
Farsi trascinare dalle correnti
E approdare in spiagge sicure
E illudersi che niente ci possa far male.

 Associazione Culturale Gemellae

gemellae@tiscali.it